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Novità

Il controllo della presenza accidentale di allergeni è importante per ridurre l’uso delle etichette cautelative.

06 Ottobre 2016

Ancora oggi numerose aziende alimentari si trovano nell’impossibilità di garantire l’assenza di contaminazioni accidentali da allergeni: per questo vi è un largo uso di etichette cautelative, con ricadute sulle scelte dei consumatori e sui guadagni dei produttori
Kit economici, rapidi e di semplice utilizzo per controllare le contaminazioni involontarie da allergeni Tecna supporta la filiera alimentare con un portafoglio completo di kit in micropiastra e in strip.

L’allergia alimentare è una reazione immunitaria verso una componente dell’alimento, tipicamente una proteina; presenta una sintomatologia acuta che si manifesta subito dopo l’assunzione anche di piccole dosi di alimento.

Spesso confusa con l’allergia, l’intolleranza alimentare è una reazione negativa ad un alimento o a un suo componente non legata ad una risposta immunologica. Causa disturbi gastrointestinali e può non manifestarsi in seguito di assunzione di quantità limitate di sostanza.

Il Regolamento UE 1169/2011 riconosce ufficialmente 14 sostanze che generano allergie o intolleranze: i cereali contenenti glutine, i crostacei, le uova, il pesce, le arachidi, la soia, il latte ed i derivati, la frutta a guscio, il sedano, la senape, l’anidride solforosa ed i solfiti in concentrazioni superiori a 10 mg/kg o 10 mg/l, i lupini, i molluschi.

Lo stesso Regolamento impone ai produttori di alimenti di specificare ed evidenziare in etichetta gli allergeni contenuti nel prodotto; l’obbligo di segnalare gli allergeni è stato esteso anche ai prodotti non imballati e somministrati, e quindi a tutti i ristoratori. In questo contesto sorge il problema delle contaminazioni accidentali di residui allergenici: per tutelarsi, produttori e ristoratori  fanno largo uso di etichette cautelative, in cui si riporta la potenziale presenza di allergeni. Ciò contribuisce certamente a tutelare i consumatori vulnerabili, che possono evitare i prodotti non solo che contengono, ma che “potrebbero contenere” tracce di allergene, ma provoca diversi svantaggi quali:

  1. La rinuncia da parte del consumatore allergico a scelte sane nella propria dieta.
  2. Una confusione da parte del consumatore nell’interpretazione dell’etichetta, anche in funzione della scelta delle parole (non indicato per, può contenere tracce di, può contenere).
  3. Una perdita economica da parte del produttore o del ristoratore, che non impiega volontariamente un certo allergene ma si trova nell’impossibilità di asserirne la mancanza.
In questo contesto, è evidente come il comparto alimentare necessiti di sistemi analitici affidabili e di semplice impiego per individuare gli allergeni presenti nei propri prodotti, al fine di approvare le procedure di pulizia degli impianti, garantire la conformità all’etichettatura degli alimenti, incrementare la tutela dei consumatori ed ampliare il proprio bacino di utenza.
Per lo screening degli allergeni le analisi comunemente impiegate sono l’ELISA e la PCR. Quest’ultima è utilizzata perlopiù nei laboratori al fine di ricercare il DNA da cui originano le proteine allergeniche e non direttamente le proteine. Ciò potrebbe originare falsi negativi nel caso di frammenti di DNA denaturato. Al contrario, l’ELISA ha diffusione anche presso le industrie alimentari, permette di analizzare anche matrici complesse e prodotti che hanno subito trattamenti, puntando ad individuare direttamente le proteine allergeniche, evidenziando un nesso più stretto tra il risultato dell'analisi ed il rischio di reazione allergica.
Tecna offre un catalogo completo di kit ELISA per l’analisi degli allergeni in numerose tipologie d’alimento, inclusi i prodotti da forno, gli insaccati, il cioccolato e le bevande.
Accanto ai kit ELISA in micropiastra, Tecna distribuisce anche dei kit rapidi per il controllo di alimenti liquidi e solidi e delle superfici di lavoro. Si tratta di kit in strip o card, simili ai comuni test di gravidanza, che non richiedono l’acquisto di alcuno strumento perché sono concepiti per essere interpretati visivamente, e che permettono di analizzare i campioni in pochissimi minuti. Sono quindi soluzioni ideali per il monitoraggio delle contaminazioni, grazie al fatto che rappresentano un investimento economico minimo sia in termini di attrezzature che di formazione del personale, e riducono al minimo il tempo da dedicare all’analisi.

Per maggiori informazioni: servizioclienti@tecnalab.com